SAN VALENTINO San Valentino, una festa cristiana
La santità di uomo all’origine della festa più popolare al mondo tra gli innamorati
In buona sostanza: la festa di San Valentino è una festa laica o è una solennità cristiana? È la commemorazione di una canonizzazione, un incitamento all’intercessione di un servo di Dio o una mondanità di matrice neopagana? Cerchiamo, insieme, di capirne di più. Partiamo, come sempre, dai Romani. Gli antichi, intendo, ovviamente. Per loro, popolo di pastori e contadini, Febbraio era il periodo dell’anno in cui si attendeva la primavera, ossia la rinascita e cominciavano i riti purificatori: le abitazioni erano tirate a lucido e si spargeva del sale. Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali. Cos’erano? Per capirlo occorre sapere che, date le occupazioni principali del popolo romano, gran parte delle divinità romane aveva il compito di favorire la mietitura, la semina, ora la tosatura e cose di questo tipo. Il 15 febbraio, a Roma venivano inaugurati i "Lupercali", le festività in onore del Dio Luperco. Da usanza, egli sorvegliava le mandrie e le proteggeva dall'aggressione dei lupi. Il culto a Luperco era alquanto ragguardevole ed i suoi sacerdoti, i luperci, eran detentori di notevole credito. Infatti, erano introdotti al sacerdozio in onore del dio esclusivamente i membri delle famiglie maggiormente in vista della città. I Lupercali rimanevano nei pressi della grotta sacra a Luperco, che si erge ai piedi del Palatino, la grotta in cui secondo la leggenda una lupa trovò ed allattò i gemelli Romolo e Remo.
Qui, i sacerdoti sacrificavano al dio alcuni animali, specialmente capre e cani, e, con i fianchi coperti di un cencio di pelle, scorazzavano attorno al colle percuotendo i passanti. Alcuni fra questi non di rado imploravano di essere i destinatari delle botte dei luperci, e tra loro in particolare le donne adulte, dal momento che si pensava che questo agevolasse la gravidanza.
Durante le celebrazioni dei Lupercali, tutti si depuravano dal proprio male e ci si preparava ad accogliere la nuova vita che sarebbe sbocciata con la primavera.
I Lupercali rimasero una data essenziale per i Romani anche dopo l'arrivo del Cristianesimo. Quest'antico rito pagano fu celebrato fino al V° secolo dopo Cristo, quando venne sostituto da un’altra festa, di natura prettamente cristiana: San Valentino, che oggigiorno si celebra come “Festa degli Innamorati”. Nel 496 d.C Papa Gelasio, infatti, annullò questa ricorrenza pagana sostituendola con quella di san Valentino vescovo. Già il termine Valentino, etimologicamente significa: valorem tenens, "che mantiene valore", ossia che persevera nella santità, ma vuol dire anche valens tyro, "valoroso soldato", cioè soldato di Cristo. Non si deve scordare, infatti, che Valentino fu il promotore di una tenace battaglia contro l'idolatria e ottenne il suo proposito grazie alla sua fede e patendo in prima persona il martirio sulla via Flaminia.
Su questo santo si sono sviluppate poi numerosissime leggende, ne riportiamo qualcuna delle più famose.
Un giorno San Valentino vide una coppietta litigare animosamente oltre la siepe del suo giardino e si precipitò da loro con una straordinaria rosa rossa. Regalatala ai fidanzati diede loro istruzioni di stringere insieme il gambo con cautela affinché non si pungessero. Il gesto fu in grado di far riappacificare i due innamorati che chiesero a Valentino di benedire il loro matrimonio contraddistintosi per concordia e serenità.
Un’altra: San Valentino possedeva un singolare quanto raffinato giardino dove tutti i bambini si davano appuntamento per giocare insieme. Al momento del tramonto egli usciva dalla cappella e li benediva; regalava a ciascuno un fiore raccomandandogli di ubbidire alla propria mamma e ogni bambino era così educato a seguire i comandamenti senza fatica.
Un’altra ancora vuole un innocente centurione romano chiamato Sabino perdere follemente la testa per una bellissima ragazza di nome Terapia. Lapalissianamente suo desidero sarebbe stato sposarla. I suoi genitori essendo cattolici non accettarono perché Sabino era pagano; egli allora si fece battezzare, dopo i dovuti studi previsti. Tutto ormai sembrava pronto quando Serapia contrasse la tisi. Sabino disperato implorò l’intercessione del santo riferendogli che vivere senza Serapia avrebbe costituito per lui un martirio al quale non avrebbe retto. Valentino pregò il Signore, il quale unì i due nella gloria del paradiso.
Un’ultima racconta che Valentino fu fatto prigioniero e il re lo condannò ad una sorta di ergastolo. In cella Valentino non si lamentava tanto per la detenzione, quanto per i piccoli, che, come abbiamo scritto poc’anzi, erano soliti trovarsi a giocare nel suo giardino e che dal suo arresto non avevano più un posto sicuro nel quale divertirsi serenamente. Dio allora fece scappare dalla casa del custode due fra i piccioni viaggiatori che don Valentino sacerdote aveva nel parco. Questi si posarono sul suo davanzale così che poté riconoscerli e legò al collo di uno un sacchetto con la forma di cuore con all’interno un biglietto con la scritta: "A tutti i bambini che amo… dal vostro Valentino".
Gli episodi narrati spiegano comprensibilmente l'origine dei doni che ci si scambia in questa circostanza. Perché si sappia dunque che San Valentino non è un cupido evanescente, ma una persona, anzi, una personalità storica documentata e concreta. Diciamo qualcosa di più sulla sua vita, la vita di quell’uomo destinato, suo malgrado, a diventare il patrono dell’amore. Nacque a Terni nel 175 dopo Cristo. In questo paese importante, ma pur sempre periferico, non distante dalla Capitale, egli si dedicò alla predicazione del Vangelo ed alla conversione dei pagani, mentre nell'Impero avanzavano indomite le spaventose persecuzioni contro i Cristiani. Già in vita si distinse per diversi miracoli, che lo resero celebre ben al di là della sua città e fino a Roma. Si parla, ad esempio della guarigione improvvisa, grazie alle sue preghiere, del figlio di Cratone. Nel 197 Papa San Feliciano lo consacrò Primo Vescovo di Terni. Nel 270, Valentino risiedeva a Roma dove, si sa, la persecuzione contro i cristiani era violentissima. Fu arrestato e portato dinanzi all'Imperatore Claudio, che tentò invano di fargli abiurare la fede. Valentino controbatté alle provocazioni dell'imperatore, il quale non si convertì, e consegnò il santo ad un nobile romano. Questi aveva una figlia diventata cieca, ma Valentino compì un miracolo ridonandole la vista. L’episodio portò alla conversione in massa della famiglia e di molti altri romani. Nel momento in cui l’imperatore fu reso erudito delle circostanze, volle immediatamente che Valentino venisse decapitato.
Valentino ebbe sempre una predisposizione per le coppie di fidanzati, infatti era richiestissimo come consigliere spirituale e confessore, oltre che come amico e confidente ispirato. Fu con ogni probabilità il primo religioso a benedire un matrimonio tra una cristiana ed un pagano.
La sua festa cade il 14 febbraio, giorno nel quale nacque al cielo e si incontrò dunque con l’Amore autentico, con la fonte stessa e la sorgente di ogni amore umano.
Matteo Salvatti
Autore: Matteo SalvattiFonte dell'articolo
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