Pescare la boga: divertimento garantito Conosciutissima nei nostri mari, il suo nome deriva dal latino bocam, appartiene alla famiglia degli sparidi, ha carni mangereccie ma non troppo saporite. Raggiunge la lunghezza max di 40cm., possiede un corpo slanciato con dorso bruno con riflessi nerastri, ottimo nuotatore, si nutre prevalentemente di alghe e di microorganismi. La sua bocca è provvista di piccoli ma affilatissimi denti. Si avvicina alle nostre coste nel periodo primaverile dove sosta per l'intera estate e per tutto l'autunno.
Fa vita di branco ed è difficile trovare esemplari singoli. Il suo habitat è misto, la troviamo in coste alte e basse, presso le insenature e all'interno dei porti e scogliere, ed anche su coste sabbiose presso foci di fiumi e torrenti. Dopo i terminali la boga (vopa), si spinge in acque più profonde dove trova morte certa nelle reti dei pescatori.
Come accennato sulla loro alimentazione, non è detto che questo pesce prediliga un particolare tipo di esca, ma si lancia voracemente su tutto ciò che è commestibile, dalla sordina al gambero, dell'impasto di pane al verme.
Anche se non apprezzato dai buongustai, il neofita, una volta trovato il branco, ne fa strage per il divertimento continuo che da questo pesce. La sua pesca è fatta in genere da coloro che si avvicinano per la prima volta al mare con una canna, dato che non ci vuole molta esperienza e molta abilità nel pescarla.L'esca come ho detto è varia, pezzetti di tremolina,muriddu, coreana, oppure il solito ed efficace impasto di pane, filetti di sordina, pezzetti di gambero senza guscio, pezzetti di seppia. Credo che l'esca più valida,
economica e pratica sia il gambero.
Infatti, tutti i rivenditori ittici hanno i gamberetti surgelati, e acquistandone per 23 euro si può pescare
per una intera giornata. Come attrezzatura basta
usare una normale bolognese di 4mt. di lunghezza,
un leggero mulinello caricato con lenza del diametro
di 0,200,25, un galleggiante luminoso(per la pesca notturna), ami della serie lion d'or n.12-16, piombatura adeguata al galleggiante (useremo a questo proposito le solite mignonette).
La pesca viene effettuata di solito a mezz'acqua e con
mare poco mosso in acque più profonde. Quando
questi pescetti attaccheranno la nostra esca, vedremo inabissarsi il galleggiante, a questo punto, basterà
appena sollevare la canna, senza dare il fatidico
incoccio, dato la bocca esile della boga, e sentiremo
cosi il tremolio del pesce allamato.
Altri cannisti più esigenti, insidiano questo pesce dalle
spiagge, o il galleggiante piombato scorrevole (max
30gr.) con lo stesso tipo di terminale e come esca la
tremolina, la coreana, il muriddu, perché diffìcilmente
si staccano dall'amo nel fare il lancio, oppure un tipo
di terminale giapponese a 5 ami che non ha bisogno
di essere innescato. Infatti, basta farlo scorrere in
mare trainando leggermente con il mulinello che si
avvertirà la toccata del pesce o dei pesci.
Usando queste ultime tecniche di pesca, consiglio di
avvolgere attorno al mulinello un monofilo del diametro di 0,250,30, perché si ha la possibilità di prende
re delle boge più grosse della media, che con i loro
piccoli, ma affilatissimi denti, riescono a recidere la
lenza.
Naturalmente se vogliamo far carniere, dobbiamo
sempre far pastura nel punto in cui decidiamo di
pescare. In tutti i casi useremo il solito pane raffermo
impastato con acqua misto a sabbia e ad interiora di
sardine, basteranno pochi attimi di attesa ed il pescatore dovrà essere tanto veloce da innescare, calare in
mare e slamare il pesce ferrato.
Autore: www.articoligratis.comFonte dell'articolo
|
|