La pubblicita e il suo ruolo nel contesto economico moderno.
La pubblicità è un incrocio importante nel mondo moder
no: essa gioca una parte decisiva nel rapporto fra chi produce
dei beni, delle merci, dei servizi, fra l'intero apparato indu
striale insomma, e il consumatore, cioè quello che alla fine
tutti questi beni, merci e servizi deve utilizzare. La pubblicità
si pone come tramite tra il mondo della produzione e quello
del consumo, ed è questo lo schema di base. Uno schema che
però si complica e si arricchisce quanto più si complica e si
arricchisce il rapporto produttoreconsumatore. Per cui se un
tempo era sufficiente fabbricare degli oggetti e comunicarne
poi l'esistenza al destinatario, oggi la cosa è assai meno
semplice: le aziende, infatti, prima di produrre esercitano il
marketing, cercando cioè di sapere preventivamente le aspet
tative e i bisogni veri o presunti della società cui intendono
rivolgersi. Il problema non è più dunque soltanto quello di
produrre un bene e di annunciarne la presenza, ma anche di
intuire se esiste uno spazio, e quale, dove collocare un
prodotto nuovo, sforzandosi di indovinarne le giuste caratte
ristiche tecnologiche e psicologiche. A questo punto si capi
sce benissimo che la pubblicità non è legata unicamente ad
un valore informativo: anzi, è un fenomeno che via via va
accrescendo i propri contenuti etici e culturali.
La gente non indossa un determinato capo di abbiglia
mento o i jeans perché sono più comodi o durano di più o
danno una sensazione gradevole sulla pelle: li indossa perché
i jeans, per esempio, evidenziano un certo modo di pensare e
di essere. Ma questo discorso che nel campo della moda è
facile dal momento che la moda ne vive, coinvolge aree
sempre più estese della produzione. Nel campo delle auto
mobili, per esempio, comprando un determinato tipo di auto
anziché un'altra si compera qualcosa di molto simile all'ideo
logia.
La valutazione psicologica che ormai circonda i prodotti
al di là della loro significanza oggettiva, è il vero terreno di
lavoro della pubblicità dell'economia moderna: non più mero
tratto d'unione fra le sfere del dare e dell'avere, ma veicolo
attraverso il quale passano le mode, le idee, gli stereotipi, le
attitudini della società.
Analizzata globalmente la pubblicità è stata spesso consi
derata una forma di propaganda per la società consumistica.
Ma la pubblicità è una tecnica, uno strumento; e come tutti
gli strumenti può essere al servizio di società dalle strutture
diverse, naturalmente configurandosi in modo diverso. Non
è vero che la pubblicità possa vivere solo agendo in una
società consumistica. E evidente che in quest'ultima essa
possiede una rilevanza e un peso economico che non ha in
altri contesti, in quei paesi cioè dove l'iniziativa privata
non è sviluppata. Infatti anche nei paesi dell'Est, per
esempio, sia pure in misura molto inferiore che da noi,
troviamo manifesti che comunicano qualcosa. Certo è, però,
che nella società capitalistica il fenomeno ha trovato la sua
espressione più virulenta: tuttavia non ne è la prerogativa.
In ogni società il consumatore viene invitato più o meno
forzatamente a scegliere i beni di mercato.
La pubblicità è un fatto avvolgente e quasi mai scelto
liberamente. Infatti, se non sono d'accordo con l'ideologia
di un certo giornale non lo compro. Esso rimane un fatto
esterno alla mia volontà e come tale posso ignorarlo e
addirittura criticare chi lo acquista. La pubblicità al contra
rio ci raggiunge senza che noi la cerchiamo. Credo che
nessuno comperi il giornale per vedere che pubblicità c'è
sopra. Lo fa in quanto gli interessano le notìzie politiche,
di cronaca o altro. Se guarda la televisione lo fa perché è
attratto da un determinato programma. Se decide di cammi
nare per strada probabilmente è perché deve andare in
qualche posto. La pubblicità si intromette con violenza
nelle scelte fatte dal cittadino in altre direzioni.
Accende la
televisione e lo aggredisce la pubblicità, accende la radio e
sente la pubblicità, cammina per la strada e dai muri, dalle
insegne, dalle locandine dei negozi è bombardato di pubbli
cità. Messaggi che non desidera, che non ha scelto, non ha
chiesto, non gli interessano.
Certo; l'intromissione della pubblicità nella vita di ogni
giorno è un peccato d'origine che le persone dotate di un
senso critico non accettano e non perdonano. Inoltre la
pubblicità preoccupata di porsi al più basso livello
possibile per raggiungere un più largo numero di persone
— spesso finisce col sottovalutare l'intelligenza e la cultura
di altri strati sociali, di quei destinatari che la trovano
oggettivamente irritante.
Mettendo insieme le due cose, il
rifiuto dell'intromissione e la sua necessità di volgarizzazio
ne, si ha per risultato il fastidio di molta gente. Non è
detto, però, che l'atteggiamento di ripulsa di molta gente,
spesso ostentato, vieti ai dissidenti di acquistare gli articoli
propagandati dalla pubblicità: e questo vale soprattutto per
i giovani che, insieme alle casalinghe, sono i più grandi
fruitori di pubblicità. Vittime facili della loro stessa fragilità
psicologica, essi contestano contro l'abbondanza di pubbli
cità, ma poi tutti, o quasi, sono attentissimi alle mode,
indossano quei determinati jeans, quei particolari zaini,
quella determinata gelatina per i capelli, guidano quei
particolari motorini e fanno viaggi di un certo tipo.
Autore: staff articoli gratis.comFonte dell'articolo
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