Inquinamento idrologico.
L'acqua, pur essendo un elemento essenziale per la vita,
ha subito e subisce da tempo un degrado ed un inquina
mento assai gravi; il mare da sempre è stato considerato
uno scarico naturale e in passato, per millenni, buona parte
dei rifiuti biologici che vi si trovava fu riassorbita e l'acqua
purificata grazie ai cicli biologici. Oggi, invece, diversi
fattori chimici, fisici e biologici creano un grave squilibrio
nell'ambiente marino. Numerosi detergenti e pesticidi tra
sportati dalle acque fluviali hanno effetti nocivi su uccelli
ed organismi costieri. Gli idrocarburi versati nei mari dalle
petroliere hanno fatto del Mediterraneo una delle zone più
gravemente inquinate, seguito dal Mare del Nord, il Canale
della Manica ed i mari del Giappone. I danni provocati
all'ambiente marino da queste dispersioni sono assai gravi:
il petrolio versato nel mare rende assai difficile l'ossigena
zione delle acque e contemporaneamente consuma l'ossige
no per la sua degradazione; impedisce la fotosintesi indi
spensabile per lo sviluppo del fitoplacton; intossica un gran
numero di animali.
Anche l'inquinamento delle acque dolci è un fenomeno
assai grave e purtroppo esteso. Esso è dovuto il più delle
volte a scarichi incontrollati, tra cui le acque residuali
urbane; le acque di origine industriale (soprattutto quelle
riguardanti il petrolio, il carbone e le industrie chimiche)
nonché dai prodotti utilizzati in agricoltura, come gli inset
ticidi, e dai residui di origine animale.
Se la concentrazione di sostanze organiche e chimiche
supera certi limiti, le acque non possono rigenerarsi per gli
effetti dell'azione dei batteri. La vita scompare, i fiumi e i
laghi si trasformano in cloache aperte. I prodotti di tipo
industriale scaricati nei fiumi provocano vere e proprie
stragi nelle comunità acquatiche. Gli effetti si vedono
soprattutto sui pesci. L'aumento di temperatura delle acque,
che implica contemporaneamente un aumento del consumo
di ossigeno, può minacciare seriamente la vita acquatica. Il
continuo aumento di acqua usata dalle industrie, soprattut
to siderurgiche e cartiere, aumenta ogni giorno questo
pericolo.
In Italia ogni anno vengono impiegate in agricoltura più
di venti milioni di tonnellate di sostanze chimiche. Facendo
il rapporto area coltivabile, popolazione, estensione del
territorio, si può dire che più o meno la stessa quantità
viene utilizzata ogni anno negli altri paesi del Mediterra
neo. Questo materiale, che viene portato via dalle piogge,
va a volte nelle falde acquifere, a volte nei fiumi, e poi,
inevitabilmente nel mare con risultati che variano da caso
a caso. L'Alto Adriatico è oggi in pessime condizioni per
i rifiuti e le sostanze tossiche che vengono da Milano e
Torino; il Mar Nero è fortemente inquinato per la presenza
di affluenti come il Danubio.
Se ci fosse l'eliminazione dei prodotti chimici nell'agri
coltura, ipotesi fantascientifica, vi sarebbe un netto miglio
ramento dell'inquinamento del mare, nonché un rallenta
mento della morte del Mediterraneo, al quale sono stati
diagnosticati ancora dieci anni di vita, al massimo una
generazione, e questo vuoi dire che la prossima generazione
non conoscerà che cosa era il Mediterraneo quando era
vivo.
Autore: staff articoli gratis .comFonte dell'articolo
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