Inquinamento elettromagnetico.
Tra i vari inquinamenti che ogni giorno appaiono nelle
allarmanti notizie di cronaca dei nostri giornali ve ne è uno
invisibile e poco conosciuto: quello elettromagnetico. A
pagarne le conseguenze sono ad esempio i moderni aerei
militari, i quali sfuggono improvvisamente al controllo dei
piloti e precipitano; i pacemaker che si bloccano provocan
do la morte degli sfortunati possessori; le sofisticate appa
recchiature diagnostiche di una sala operatoria che impazzi
scono mettendo a repentaglio la vita dei pazienti. Si tratta
di dispositivi elettronici che ormai si trovano dappertutto:
dalle lavastoviglie alla macchina cuorepolmoni, dai carbu
ratori all'avionica. Ma l'intelligenza racchiusa nei chips di
silicio ha, appunto, un temibile nemico: le interferenze
elettromagnetiche. E il nostro mondo è, oggi, un burrascoso
oceano di onde radio. Emittenti radiotelevisive pubbliche
e private, forni a microonde, impianti industriali e motori
elettrici, lampade fluorescenti e linee elettriche, sono sor
genti di un'infinità di campi elettromagnetici in tutte le
frequenze ed intensità. Ne sono esempi immediati le righe
sul televisore o il fastidioso rumoreggiare della radio,
provocati dal phon o dalla lucidatrice usata in casa.
Il caso più terribile di interferenza si chiama EMP che
vuoi dire Electromagnetic Pulse e che accompagna sempre
le esplosioni atomiche. Quando, per esempio, nel 1962 gli
USA fecero detonare una bomba nucleare diversi chilometri
sopra l'Oceano Pacifico, a più di duemila chilometri dal
punto zero, alle Hawaii, si verificò un blackout completo.
Si spense l'illuminazione stradale, si fermarono le auto, e
migliala di circuiti elettrici si bloccarono poiché scattarono
tutti gli interruttori di sicurezza. Del resto, anche il famoso
blackout di New York, nel 1977, fu provocato da un
impulso elettromagnetico, causati da due fulmini.
Ma i pericoli dell'inquinamento elettromagnetico non
riguardano solo le macchine e l'intelligenza al silicio, ma
anche l'uomo. Su quest'ultimo può avere due tipi di effetto.
Prima di tutto l'elettromagnetismo cede calore penetrante
ad una parte del corpo e l'innalzarsi della temperatura può
uccidere le cellule nella zona colpita. Come secondo effetto
vi è l'interferenza con i delicati segnali elettrici che la rete
di cellule cerebrali si scambia in continuazione. Si hanno
così perdita di concentrazione, cefalee e stati depressivi.
Negli ultimi anni la pericolosità dell'inquinamento elet
tromagnetico ha risvegliato l'attenzione dei ricercatori di
tutto il mondo. Il limite di tollerabilità dall'inizio degli anni
ottanta ad oggi si è ridotto di un decimo, e questo vuoi
dire che gli effetti di pericolosità dell'elettromagnetismo
sulla salute umana sono stati giudicati dieci volte più gravi
di quanto si credeva in precedenza. In Unione Sovietica,
rispetto agli USA, tale limite è ancora più severo mentre
in Italia non esiste nessuna normativa. Ma anche seguendo
alla lettera i criteri americani, che in pratica sono più
permissivi, vi sono in Italia quartieri urbani ed interi paesi
sottoposti ad un inquinamento magnetico che supera di
decine di volte i limiti consentiti.
In gran parte delle città italiane, secondo i risultati
ottenuti dai rilevamenti della Musorb, nel raggio di qualche
centinaia di metri dalle antenne che ripetono i segnali
radiotelevisivi esistono zone in cui i limiti di sicurezza
sono ampiamente oltrepassati.
Ne sono tristi esempi non solo le grandi metropoli, ma
anche piccoli centri: un paesino della provincia romana,
Rocca di Papa è completamente inquinato dalle onde
elettromagnetiche provenienti dai vicini ripetitori. Nei pressi della facoltà di ingegneria dell'Università dell'Aquila si
trovano zone nelle stesse condizioni di Rocca di Papa. A
Pescara, per esempio, vi è un elegante quartiere residenzia
le, dove le antenne dei ripetitori sono collocate proprio al
di sopra delle abitazioni, ed è, così, esposto alla pioggia
delle onde elettromagnetiche. A Roma poi, nella foresta di
antenne piantate a Monte Mario, si trova addirittura il
Policlinico Gemelli e nessuno ancora si è mai preso la briga
di andare a misurare gli effetti che questa vicinanza può
provocare sulle sofisticate apparecchiature diagnostiche alle
quali è legata la vita di molti pazienti.
Se nella maggioranza dei casi l'inquinamento elettroma
gnetico è un nemico invisibile ed ignorato, per i militari è
un vecchio problema attentamente studiato. Esso, infatti, è
uno delle tante armi invisibili della guerra elettronica. Per
esempio, vi sono aerei statunitensi sui quali sono installate
delle vere e proprie fonti di disturbi elettromagnetici. Uno
solo di questi veivoli sarebbe capace di bloccare l'intero
traffico aereo italiano per l'annullamento delle comunicazio
ni TerraBordoTerra.
Anche i nostri elettrodomestici sono dei produttori di
inquinamento elettromagnetico; il più pericoloso tra tutti
è il forno a microonde. Essi dopo un certo tempo di
attività, sprigionano microonde che possono rivelarsi peri
colose, se non fatali, per i portatori di pacemaker.
Purtroppo, in Italia c'è la pessima abitudine di affrontare
i problemi quando si trasformano in emergenze. È nostro
augurio quello di non dover sentir parlare di emergenza
elettromagnetica: a quel punto potrebbe veramente essere
tardi, troppo tardi.
Autore: staff articoli gratis .comFonte dell'articolo
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