Il bosco delle fate: incontro tra sacro e profano Da bambina lo chiamavo il bosco delle fate. Con la percezione che solo i bambini hanno, avvertivo già da allora in quel bosco qualcosa di speciale. Per raggiungerlo dovevo inoltrarmi lungo un sentiero delineato da alberi maestosi e una volta lassù potevo dominare con lo sguardo l'intero paese di Auronzo con il suo lago azzurro. Era molto tempo fa, molto prima che un incendio devastante lo distruggesse inesorabilmente. Ma fu proprio quell’incendio che permise al parroco di allora, don Mariano, di far costruire nel 2000 in occasione del Giubileo, proprio lì una cappella con i sassi ed una statua della Madonna provenienti da Medjougorie.
Per raggiungere questo luogo incantato e sacro si deve imboccare la Via Ambata in prossimità della chiesa Regina Pacis, in località Reane ad Auronzo. Dopo circa 300 metri si incontrerà una tabella che indica il percorso ed il tempo necessario: 30 minuti.
E’ un luogo di meditazione e di preghiera ma soprattutto di ascolto. Al rientro, si avverte una chiara sensazione di leggerezza e di pace. Coloro che tengono in massimo grado la propria corporeità diranno che sia opera delle endorfine prodotte durante l'esercizio fisico, i credenti penseranno che siano le preghiere rivolte alla Regina della Pace,i sensitivi riterranno che questo luogo sia carico di particolari campi di energia.
Ma tu a che cosa attribuirai il tuo benessere?
Autore: Rina Vecellio MattiaFonte dell'articolo
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