Dialogo Islam e Vaticano. Ma... l Islam garantisce la liberta religiosa ai cristiani C'è poco da dire sull'andamento dei lavori perché siamo ancora in una fase interlocutoria": cosi' un membro della delegazione che ha partecipato ieri al forum islamo-cristiano tenutosi in Vaticano commenta, la prima giornata di lavori. "Si sta cercando di vedere quali sono i punti pratici su cui poter convergere - ha spiegato - ma al momento non possiamo rilasciare dichiarazioni ufficiali in attesa del documento finale: comunque resta da vedere cosa accadrà domani". Quello iniziato questa mattina - e che durera' fino a oggi ' - e' il primo Seminario organizzato dal Forum cattolico-musulmano istituito dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e da esponenti musulmani a seguito della Lettera aperta indirizzata il 13 ottobre 2007 a Benedetto XVI e ad altri leader di chiese e comunita' ecclesiali da 138 personalita' musulmane e della risposta data il 19 novembre 2007, a nome del Papa, dal cardinale Tarcisio Bertone.
Gli studiosi riuniti in Vaticano sono ventiquattro, giudati dal Gran Muftì di Bosnia, Mustafa Ceric. Rappresentano Il Common World Group, una vasta coalizione di leaders e studiosi che desiderano il dialogo tra le due maggiori religioni mondiali. 2 milardi e cento milioni i cristiani e 1 miliardo e 400 milioni i musulmani nel mondo. 26 i Paesi islamici.
275 prominenti musulmani hanno firmato un documento comune che chiede alle chiese cristiane il raggiungimento della reciproca comprensione per salvaguardare la sicurezza mondiale basata si principi comuni di amore per Dio e per il prossimo...
Colloqui a porte chiuse martedì 4 novembre su "Amore verso Dio e amore del prossimo" e mercoledì 5 su "Dignità umana e reciproco rispetto"
"La nostra delegazione intende promuovere il dialogo tra la Chiesa Cattolica nel rispetto dell'identità di entrambi le fedi, ma in modo da promuovere la fratellanza e la fede nell'unico Dio, promuovendo la dignità umana nel mondo" Così l'imam italiano Pallavicini.
Gli studiosi musulmani, che hanno incontrato Papa Benedetto XVI e alcuni esponenti della chiesa cattolica, auspicanp che il Vaticano aderirà ad un piano per la gestione di emergenze religiose messo a punto per placare le tensioni tra il mondo cristiano e l'Islam.
Secondo gli studiosi, infatti, le violente proteste nel mondo islamico suscitate dalle vignette danesi sul profeta Maometto si sarebbero potute evitare se cristiani e musulmani si fossero pronunciati congiuntamente contro quanto accaduto e contro la provocazione che si nascondeva dietro.
Questa è soltanto una delle proposte per raggiungere una migliore collaborazione tra le due religioni che il gruppo "Common Word" -- che riunisce leader musulmani e studiosi che cercano di instaurare il dialogo tra le due religioni -- presenterà ai colloqui di tre giorni, che si concludono oggi 6 novembre.
"Dobbiamo mettere a punto un meccanismo per reagire a eventuali crisi in modo che se ci fosse un'altra emergenza simile a quella creatasi a causa delle vignette danesi, ne potremo parlare assieme e fare una dichiarazione congiunta", ha spiegato Ibrahim Kalin, studioso di Islam proveniente dalla Turchia, e che è il portavoce del gruppo.
Secondo quanto riferito da Sohail Nakhooda, membro della delegazione, gli studiosi di Islam vorrebbero anche esprimersi congiuntamente su argomenti come la persecuzione di matrice religiosa contro la minoranza cristiana in Iraq. "Dobbiamo vigilare", ha detto lo studioso, che è anche editor della rivista "Islamica".
Il manifesto del gruppo "Common Word", che invita le chiese cristiane a un rinnovato dialogo interreligioso fondato sui principi condivisi dell'amore di Dio e del prossimo, è stato diffuso nell'ottobre del 2007 anche in risposta al discorso a Regensburg di un anno prima in cui il Pontefice parlò dell'Islam come di una religione violenta e irrazionale.
In una serie di incontri quest'anno con la maggior parte dei leader protestanti, i delegati di "Common Word" hanno proposto dei momenti di dialogo, degli scambi di studenti e hanno consigliato una serie di letture per aiutare cristiani e musulmani a conoscere più a fondo gli uni la religione degli altri.
Ma... c'è un ma! Gli studiosi islamici vorrebbero discutere più su questioni teologiche. Il Papa su questioni etiche. Per motivi diplomatici eviteranno di ricordare che...?
L'unico Paese al mondo dove non esistono chiese cristiane e il culto cristiano, come qualsiasi altro non islamico è strettamente proibito è l'Arabia Saudita. L'intero Paese viene infatti considerato una moschea. Per cui non vi è alcuna libertà religiosa per i fedeli di altre fedi. E' anche l'unico Paese al mondo dove non è possibile travare in vendita la Bibbia, nè esibire oggetti sacri di altre religioni. Tra i sei milioni di lavoratori stranieri almeno il 10% sono cristiani e non possono celebrare il culto nemmeno privatamente. Niente polemiche, certo, ma da noi esistono già diverse moschee e la più grande d'Europa, che si trova a Roma.... Moschea che alle 4 e trenta del mattino, come da tutte le moschee, diffonde dai suoi altoparlanti posti sul minareto più alto, il primo grido dell'Adan, l'invito alla preghiera.
Fratellanza? Benissimo, ma per l'Islam il fratello (mumin) è solo un altro musulmano. Il non musulmano è considerato kafir, cioè infedele. Il concetto di fratellanza universale, ogni uomo è mio fratello, aldilà di barriere religiose, ideologiche e razziali, appartiene alla cultura cristiana. .
Della pesecuzione dei cristiani in Iraq abbiamo già detto.
L'Islam vieta ai suoi fedeli di passare ad un'altra fede religiosa e questo può avere conseguenze molto gravi. Il murtadd, l'apostata, può essere messo a morte. Nota è la fatwa, la sentenza di condanna a morte dello scrittore Salman Rushdie, autore di Versetti Satanici, da parte dell'Ayatollah Komeini, nel 1989. L'Arabia Saudita, l'Afghanista, il Sudan, la Mauritania prevedono nel loro oridinamento giuridico la condanna a morte per apostasia, cioè del rifiuto della fede islamica per passare ad un'altra religione.
Giorgio Nadali
www.giorgionadali.it
Autore: Giorgio NadaliFonte dell'articolo
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