Deforestazione e avanzata del deserto.
La deforestazione selvaggia, tecniche agricole errate,
piogge acide provocate dall'inquinamento stanno distrug
gendo il verde e quindi i polmoni della terra. Basterebbero
tremila miliardi, che equivale a meno del costo di una
portaerei, per impedire l'avanzata dei deserti che, in tutto
il pianeta, stanno inesorabilmente corrodendo le zone verdi.
Purtroppo, il fenomeno si verifica soprattutto nei paesi del
Terzo Mondo, paesi poverissimi che non hanno risorse da
destinare a questo compito, o in paesi poverissimi come il
Brasile che proprio dal diboscamento traggono vantaggi
economici che per loro finiscono con l'essere di sussistenza,
ma per tutti diventeranno causa di distruzione.
Studi recenti hanno dimostrato che un terzo delle terre
emerse del nostro pianeta è ormai diventato arido o semia
rido; il taglio continuo ed indiscriminato delle foreste per
trasformare i terreni in pascoli determina la distruzione,
ogni anno, di ben sette milioni di ettari di verde da parte
delle mandrie; gli errati sistemi di coltivazione causano la
morte biologica di ben oltre venti milioni di ettari di terre
coltivabili. Di questo passo, fino al Duemila avremo una
perdita irrimediabile di trecento milioni di ettari di terre,
il che vuoi dire che una superficie pari al venti per cento
delle terre arabili del nostro pianeta diventerà arida ed
improduttiva.
Ci rendiamo conto che questa è senza dubbio l'emergen
za più grave che sta vivendo la Terra; si corre il rischio
che questo fenomeno provochi, con la rarefazione delle aree
verdi, una maggiore portata dell'effetto serra, provocato da
un'innaturale aumento dell'anidride carbonica, il quale a sua
volta aumenta la scomparsa delle aree verdi: una spirale
senza fine che conduce inevitabilmente al deserto.
La natura impiega da cento a tremila anni per creare
pochi centimetri quadrati di terra fertile, all'uomo bastano
pochi anni per la sua opera di distruzione. Ma non dobbia
mo pensare che il fenomeno sia un problema lontano da
noi: la Sicilia, per esempio, è una zona che rischia la
desertificazione; infatti un tempo essa era ric'ca d'acqua ed
era considerata il granaio dell'impero romano. Ancora due
secoli fa Palermo era bagnata da tré fiumi, mentre oggi ne
è rimasto uno, con pochissima acqua e per di più sporca.
Qui, come nei casi prima citati, il taglio indiscriminato di
alberi per la fabbricazione di imbarcazioni per la pesca e
navi, ha provocato la distruzione irreversibile di numerose
arre boschive.
In Amazzonia il problema è, purtroppo, enormemente
più grande: il taglio della foresta vergine per ottenere
legname ed aree destinate all'allevamento del bestiame ha
dato inizio al fenomeno inevitabile della desertificazione.
La vegetazione ha infatti un'importanza rilevante su scala
locale; finché tutto resta intatto, i fiumi che attraversano la
grande foresta non avranno problemi poiché gli alberi
costituiscono anche un'importante protezione per le rive
rispetto all'erosione, salvando l'integrità dei letti fluviali.
Ma se scompaiono gli alberi l'erosione del suolo viene
accelerata, e i fiumi trasportano a valle milioni di tonnellate
di terriccio e detriti. Ne deriva l'insabbiamento delle foci
causando vaste alluvioni.
L'intervento dell'uomo è micidiale anche sulle terre già
fertili. Per trame il massimo possibile, i campi vengono
sottoposti a monoculture, impoverendo in tal modo il
terreno fino ad annullarne le capacità produttive. Anche in
questo caso il risultante non cambia: il deserto.
Quest'ultimo già di per sé ha la tendenza ad espandersi
sempre più ai danni delle terre limitrofe: i venti trasportano
enormi quantità di sabbia che vanno a seppellire le zone
circostanti, causando l'inaridimento della terra, la crescita
delle dune e la riduzione della vegetazione che risulta
l'unico ostacolo all'avanzata del deserto verso il mare. Ma
è proprio in queste zone limitrofe che spesso l'uomo è
costretto tagliare gli alberi per ricavare pezzi di terreno
coltivabili e perpetuare la lotta con la sopravvivenza. E
questa la prassi di tutti i paesi del Terzo Mondo dove .si
taglia, si abbatte, si brucia, si sradica al fine di ottenere
piccoli spazi fertili sui quali produrre pochi alimenti di
sostentamento per un numero assai ridotto di anni. Il
deserto poi, inesorabilmente fa la sua comparsa ed altre
terre alberate vengono bruciate e sradicate. Alla fine ne
trarranno benefìcio soltanto gli scorpioni che tra le dune
del deserto si trovano benissimo, mangiandosi tra di loro.
Autore: staff articoli gratis .comFonte dell'articolo
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