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Comunicazioni, messaggi e cultura di massa
Il mondo contemporaneo è dominato dal costante e progressivo sviluppo dei massmedia, cioè dei mezzi di comunicazione di massa. La nostra epoca storica è domina ta dai media la cui invenzione è strettamente legata alla scoperta dell'elettricità: cinema, telegrafo, telefono, radio, televisione, e grazie alle sempre più nuove e avanzate tecnologie, registratori, videotape, radar, satelliti, telescri venti, calcolatori... La tecnologia della comunicazione ha raggiunto un grado altissimo di sviluppo e i suoi strumenti crescono e si perfezionano ogni giorno, riversando sugli uomini una massa sempre più estesa di notizie. Tutti noi ci accorgiamo in modo evidente di essere parte integrante di un universo invaso da comunicazioni, di essere bombar dati da una quantità enorme di stimoli e di messaggi, che ci attraversano, ci coinvolgono da ogni parte, e in ultima analisi, ci invadono volontariamente o involontariamente gli spazi pubblici e, quel che è peggio, quelli privati. Per questo motivo ci sono stati degli studiosi che hanno definito la nostra era come quella dell'informazione globale, dei massmedia, della polidimensionalità della comunicazione.

Dagli antichi messaggeri ad oggi, il progresso ha compiu to passi da gigante: oggi l'informazione giunge nelle nostre case curata fin nei più piccoli dettagli; essa costituisce non solo un vettore di notizie, ma rappresenta un nuovo modo di far cultura, essa costituisce un'espressione del futuro, della scienza, del progresso in tutti i sensi.
La stampa e i mezzi audiovisivi hanno fatto della parola, come espressio ne del pensiero, un ottimo strumento di comunicazione. Una volta acquisito il simbolismo del linguaggio, parlare diventa non solo estremamente facile ma anche utile al trasferimento dei concetti che diversamente sarebbero rima sti nella sfera mentale.

Lo scambio di giudizi e di opinioni, che sono appunto promossi e facilitati da questi strumenti di comunicazione, accrescono lo sviluppo collettivo contri buendo ad uno sviluppo della vitalità.
Ma l'emigrazione della parola tramite semplice ripetizio ne orale non è ugualmente utile se si pensa a fenomeni di distorsione della realtà alla quale si va sicuramente incontro con questa tecnica. Spesso essa viene travisata, l'informazio ne che apriva all'utente non corrisponde alla verità iniziale, ma questo è il prezzo che si può pagare ad una sete smisurata di notizie.

È assai interessante notare come le coiriùnicazioni sono diventate veramente di massa e come Qualunque persona possa mettersi in contatto con qualun que altra ovunque nel mondo. È come se da un'epoca di ignoranza assoluta, fossimo passati in un tempo di rapporti reciproci vasti e grandiosi, che toccano tutte le nostre sfere, tutti i nostri interessi.

E in questo senso che massmedia vuoi dire enormi possibilità di socializzazzione per l'uomo. Oggi, mentre la scuola continua, per tanti aspetti, a trasmettere ed impartire una cultura umanistica, i mass media sembrano invece impartire, e apparentemente non imporre, una cultura di massa.

Dire cultura di massa significa entrare in un concetto piuttosto complicato e ambiguo. La massa è l'insieme di persone che usufruiscono dei messaggi e delle informazioni trasmesse da questi potenti mezzi, sono quelle persone che si distinguono tra di loro per sito geografico, per sesso, età, istruzione, ruolo sociale, origine etnica, convinzioni politiche e religiose, per cui ogni messaggio viene sempre letto in rapporto alle matrici culturali dei gruppi di appartenenza.

Parlando di cultura poi, questa non può essere intesa come l'insieme delle conoscenze, dei valori, dei prodotti, dei comportamen ti condivisi da un gruppo sociale, vista la grande eterogenei tà degli utenti.

Per cultura di massa dobbiamo quindi intendere quella cultura che che è prodotta e confezionata per la massa, diffusa con canali di massa, e che si realizza in dischi, libri tasabili, fotoromanzi, riviste musicali, cinema d'evasione, sceneggiati, spettacoli d'ogni genere, e così via.
Qualcuno ha definito, a nostro avviso giustamente, il termine cultura di massa con la definizione di industria culturale, in quanto il grande magazzino dello spettacolo viene costruito lontano dai centri dove è fruito e propone un modello culturale 'prevalentemente destinato ad essere consumato nel tempo libero.

La cultura di massa è dunque la cultura del tempo libero, riempito continuamente di spettacoli, giornali, rotocalchi, incontri sportivi, e così via, che stimolano il consumismo, propongono una concezione ludica della vita, i miti del successo, del benessere, dell'asce sa sociale.
Ma la cultura di massa non è solo un fenomeno di aggregazione e di uguaglianza, essa è anche carica di feno meni negativi che potremmo così riassumere: i mezzi di massa tendono a realizzare prodotti culturali che non stimo lano la riflessione critica o la contemplazione estetica, ma solo l'emozione sensoriale; la cultura di massa essendo condizionata dai principi commerciali della domanda e dell'offerta e dalle suggestioni pubblicitarie, diffonde pro dotti condensati per una facile ricezione da parte dei consumatori, una sorta di cultura in pillole per intelletti pigri; essa diffonde il conformismo e la conservazione, proponendo modelli di comportamento che, sotto un aspet to di non conformismo, sono perfettamente integrati nel sistema.

In conclusione i massmedia tendono a produrre modelli umani eterodiretti, diffondendo una cultura steriliz zata dalla critica ideologica che li anima, e condizionano nelle masse una coscienza felice, che si appaga dei beni di consumo offerti dalla società del benessere materiale, ma che mutila l'uomo della sua dimensione critica e responsa bile di partecipazione sociale.



Autore: staff articoli gratis .com

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