Attenzione ad ingerire verdure crude, il pericolo si chiama Amebiasi L'amebiasi è una malattia ad andamento acuto, subacuto o cronico, caratterizzata da lesioni ulcero-necrotiche del colon con tendenza a dare localizzazioni in altri organi, come nel fegato, dovuta al protozoo microscopico Entamoeba histolvtica e largamente diffusa in alcuni paesi, specie tropicali. Spesso è asintomatica oppure si manifesta con forme di dissenteria o emorragie. L'infestione avviene mediante ingestione di alimenti, specialmente verdure crude o acqua inquinati. L'Entoamoeha histolytica ha un ciclo vitale che comprende, varie fasi: vegetante, precistica, cistica. È durante la fase cistica, molto resistente agli agenti estemi, che si può avere l'infestazione. Penetrata nell'organismo, con alimenti o bevande, la cisti si localizza inizialmente nell'intestino crasso: si rinviene infatti nelle feci diarroiche ed appare assai mobile, capace di accrescersi, di moltiplicarsi in tante parti quante sono i nuclei originari e di necrotizzare i tessuti per digestione litica degli stessi ricavandone il nutrimento necessario. Le varie parti formatisi infatti si annidano in minuscole cavità che i loro enzimi scavano nella mucosa, nella sottomucosa e nella muscolare della parete intestinale (lesioni dette ulcere a bottone di camicia), dando così inizio alla sintomatologia cllnica, Questa compare dopo un periodo d'incubazione di circa 9 giorni, corrispondente al tempo richiesto perché le cisti colonizzino nel grosso intestino, ed è caratterizzata da dolori addominali intensi diffusi oppure circoscritti alla regione ileocecale o anche da dolori crampiformi, attacchi acuti di dissenteria con numerose scariche di diarrea giornaliere frammiste a sangue, materiale necrotico e muco, seguiti da intervalli più o meno lunghi di relativa normalità con emissioni di feci normali. Con il ripetersi degli attacchi si può instaurare anemia, disidratazione e febbre persistente (amebiasi subacuta). Se l'amebiasi si limita a uno stato dispeptico con inappetenza e deperimento si parla di amebiasi cronica. Spesso il parassita può infestare anche altri organi, come il fegato, trasportatevi dal sangue: l'epatite amebica o l'ascesso amebico del fegato, si presentano con dolore e tumefazione della regione ipocondriaca destra, febbre, aumento del numero dei globuli bianchi circolanti; il fegato si ingrossa (epatomegalia) e la parte destra del diaframma appare radiologicamente sollevata e poco mobile. Raramente il parassita può osservarsi nella cute (amebiasi cutanea), nel cervello, nei reni, nella milza, ma sempre, come nel fegato, sotto forma di ascesso. L'infezione amebica intestinale ed epatica ha una prognosi in genere favorevole, purché riconosciuta e trattata precocemente ed adeguatamente. La terapia è attuata somministrando contemporaneamente medicamenti che agiscono elettivamente sulle amebe come il metronidazolo. Ne) caso di ascesso epatico la terapia impiegherà anche antibiotici. Una corretta terapia, deve essere accompagnata da opportune precauzioni igienicodietetiche, che consistono nella degenza a letto durante il periodo acuto, dieta liquida per alcuni giorni e, se occorre, reidratazione del paziente mediante fleboclisi. Per impedire poi che la malattia possa diffondersi, è necessario adottare adeguate misure profilattiche quali: disinfczione del materiale fecale, sterilizzazione dell'acqua e distruzione delle mosche che possono trasmettere l'agente infettante.
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