Tutti gli articoli dedicati alla sezione Iliade
| Iliade libro ventesimoprimo |  | Ma divenuti i Teucri alle bell'onde
del vorticoso Xanto, ameno fiume
generato da Giove, ivi il Pelìde
intercise i fuggenti; e parte al muro
per lo piano ne incalza ove testeso
davan le spalle al furibondo Ettorre
scompigliati gli Achei (per l'orme istesse
or dispersi si versano i Troiani,
e a tardarne il fuggir densa una nebbia
Giuno intorno spandea), parte negli alti
gorghi si getta dell'argenteo fiume
con tumulto. La rotta onda rimbomba,
ne gemono le ripe, e quei mettendo
cupi ululati, nuotano dispersi
come il rapido vortice li gira.
Qual cacciate dall'impeto del fuoco
alzan repente le loc [ continua a leggere ]
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| Iliade libro ventesimosecondo |  | Così, quai cervi paurosi, i Teucri
nella città fuggìan confusamente,
e davano appoggiati agli alti merli
al sudor refrigerio ed alla sete,
mentre gli Achei con inclinati scudi
si fan sotto alle mura. Ma la Parca
dinanzi ad Ilio su le porte Scee
rattenne immoto, come astretto in ceppi,
lo sventurato Ettòr. Fece ad Achille
l'arciero Apollo allor queste parole:
Perché mortale un Immortal persegui,
o figlio di Pelèo? Non anco avvisi,
cieco furente, che un Celeste io sono?
Dei fugati Troiani e nel riparo
d'Ilio già chiusi ogni pensier ponesti,
e qua svïasti il tuo furor. Che speri?
uccider [ continua a leggere ]
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| Iliade libro ventesimoterzo |  | Mentre in Troia si piange, all'Ellesponto
giungon gli Achivi, e spargesi ciascuno
alla sua nave. Ma l'andar dispersi
non permise il Pelìde ai bellicosi
suoi Mirmidóni, da cui cinto disse:
Miei diletti compagni e cavalieri,
non distacchiamo per ancor dai cocchi
i corridori: procediam con questi
a piagnere Patròclo, a tributargli
l'onor dovuto ai trapassati. E quando
avrem del pianto al cor dato il diletto,
sciolti i destrieri, appresterem le cene.
Disse, e tutti innalzâr ristretti insieme
il fùnebre lamento, Achille il primo.
Corser tre volte colle bighe intorno
all'estinto ululando, e ne' [ continua a leggere ]
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